Notizie

10.8.2015

FIESTA DE LOS PUEBLOS 2015

Un’iniziativa che mira all’integrazione tra i popoli fratelli latinoamericani, per la diffusione dei valori della nostra diversità culturale in Italia.

Una scampagnata in città!
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domenica 11 ottobre


Parco del Gelsomino
VICOLO DEL GELSOMINO 69
(ZONA SAN PIETRO)
ROMA
dalle 13:00 PARRILLADA CRIOLLA
Menu pranzo: Grigliata di tagli tipici argentini (asado al asador, vacío, entraña, chorizo) Insalata, pane e vino, salsa chimichurri.
**Prenotazioni al 339 240 3002 – 348 062 7198**

15.30 ESPACIO SIMON BOLIVAR (palco principale)
Presentazione della manifestazione di danze folkloristiche

• Gruppo di folklore messicano “Sol, Lluvia y Flores”
• Gruppo “ Bolivia andina”
• Gruppo di folklore argentino “Zamacueca”
• Gruppo di folklore del Nicaragua con il maestro Eduardo Rocha
• Murga Argentina
• Chitarra e voce dal Ecuador con Roberto Pazmino
• Gruppo di folklore peruano “Escuela Moche”
• Gruppo di folklore ecuatoriano “Matices”
• Musica dal vivo con “Trio Armas” Tierra del Fuego, Patagonia
• Gran finale Rueda de Cumbia con il Gruppo Zamacueca

ESPACIO TUCAP AMARÙ (quincho)
+ Stands espositivi con prodotti artigianali, materiale informativo e cibi tipici latinoamericani.
+ Info point Progetto Sur: stand informativo e diffusione di materiali e prodotti autogestiti.
+ Mostre fotografiche
+ Videoproiezioni

Ingresso libero

• Portatevi ombrelloni, teli e tutto ciò che volete per la vostra splendida scampagnata.
• Si parcheggia su Via Gregorio VII e dintorni (in rispetto dell’ambiente non sarà consentito parcheggiare dentro il parco).

*La FIESTA DE LOS PUEBLOS è un’iniziativa svolta da Progetto Sur in collaborazione con il gruppo Zamacueca mirata a finanziare i progetti in Argentina.

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06.24.2015

Gran Peña Latina

All’ interno della manifestazione
EAT UP!
organizzato dal C.S.O.A Ex Snia
Cibo territori e conflitto

Progetto sur in collaborazione con La Peña Latina
Vi invitano a:
GRAN PEÑA LATINA
GRAN ASADO ARGENTINO

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Dalle 19:00
Dj set La esquina del soul (cumbia, latin)

Ore 20:00
PARRILLADA CRIOLLA
MENU Grigliata di tagli tipici argentini (asado al asador, vacío, entraña, chorizo) Insalata, pane, salsa chimichurri.

Ore 22:00
musica dal vivo
– PATAPALO
– LA LLAVE
– JAHMILA
– EN BLANCO&NEGRO

La denominazione ‘Peña’ trova origini nella lingua mapudungun dei popoli indigeni mapuche che usavano la parola peñalolén per fare riferimento a un ‘incontro o tra fratelli’. Si chiama ‘Peña folklòrica’ l’evento musicale in cui partecipano cantanti, musicisti, orchestre e corpi di ballo, per lo più organizzati da colletivi sociali, politici, sindacali o studenteschi per raccogliere fondi oppure per solidarizzare con qualche tematica

+ info point Progetto Sur
Stand informativo e diffusione di materiali e prodotti autogestiti.

*El Gran asado argentino è un’iniziativa svolta da
Progetto Sur mirata a finanziare i progetti in Argentina.

www.progettosuronlus.org
info@progettosur.org

C.S.O.A. eXSnia
www.eatupfest.wordpress.com
via Prenestina 173 – Roma

10.7.2014

GRAN ASADO ARGENTINO FIESTA DE LOS PUEBLOS

¡FESTEJO 1492 – Cinco siglos de resistencia – 2014 CONTRAFESTEJO!

Nada que celebrar.Todo por reconocer!!! 522 años de resistencia en el Abya Yala (continente americano)

Colón no descubrió América. Trescientos siglos antes habían llegado los más antiguos pobladores de estas tierras, a quienes Colón llamó indios creyendo que había entrado al Oriente por la puerta de atrás. Como no entendía lo que estos nativos decían, Colón creyó que no sabían hablar; y como andaban desnudos, eran mansos y daban todo a cambio de nada, creyó que no eran gentes de razón. Eduardo Galeano. Espejos

domenica 12 ottobre 2014
12.10. 2014 mail copy copy
Parco del Gelsomino
VICOLO DEL GELSOMINO 68

(ZONA SAN PIETRO)
ROMA

>> dalle 13:00

PARRILLADA CRIOLLA

MENU PRANZO Grigliata di tagli tipici argentini (asado al asador, vacío, entraña, chorizo) Insalata, pane e vino, salsa chimichurri.

!!! Prenotazioni al 339 240 3002 – 348 062 7198 !!!

>> ore 15.30

Espacio Simon Bolivar
palco principale

sfilata dei Gruppi partecipanti con apertura della Murga “SinConTrullo” a seguire presentazione della manifestazione di danze folkloristiche

– Gruppo di folklore messicano “Sol, Lluvia y Flores”
– Gruppo “ Bolivia andina”
– Gruppo Peruviano
– Gruppo del Nicaragua
– Intervento della Rete di solidarietà Bolivariana
– Gruppo di folklore messicano “Los Rancheros”
– Gruppo di folklore argentino “Zamacueca”
– Gruppo folk italiano “Piazza Vittorio”
– Gran finale con El cuarteto italo-venezolano e balli collettivi

Espacio Tupac Amarù
quincho

+ stands espositivi con prodotti artigianali, materiale informativo e cibi tipici latinoamericani
+ per i piu piccoli, laboratorio di pane e pizza
+ info point Progetto Sur
Stand informativo e diffusione di materiali e prodotti autogestiti In particolare info su: – Progetto Centro Sociale Mapuche “Petü Mogeleiñ” (Siamo ancora vivi), El Maitén, Provincia di Chubut, Argentina – Puelmapu
Solidarietà con la comunità Qom Navogoh “ La Primavera ”, Provincia di Formosa, Argentina

Espacio Atahualpa
tenda centrale

+mostre fotografiche
+videoproiezioni
Ingresso libero
Portatevi ombrelloni, teli e tutto ciò che volete per la vostra splendida scampagnata

Si parcheggia su Via Gregorio VII e dintorni

(in rispetto dell’ambiente non sarà consentito parcheggiare dentro il parco)

*El Gran asado argentino è un’iniziativa svolta da

Progetto Sur mirata a finanziare i progetti in Argentina.
con il patrocinio di

logo embajada italiano

07.22.2014

Enrico Calamai: «Giustizia per i nuovi desaparecidos»

Un tribunale internazionale per i nuovi desaparecidos del Mediterraneo. Lo chiede un comitato promosso da Enrico Calamai, che salvò centinaia di oppositori del regime argentino: «Le morti dei migranti hanno responsabilità politica».

«Sono i nuovi desaparecidos, vittime del reato di lesa umanità. I migranti morti nel Mediterraneo per precise responsabilità politiche al di là degli incidenti e delle colpe degli scafisti “cattivi”». Responsabilità di Stati democratici, non di feroci dittature sudamericane. A lanciare la denuncia è Enrico Calamai, che di violazioni dei diritti umani ne ha viste parecchie in vita sua. «Ho maturato una specie di occhio clinico», dice con amarezza. Quando nel 1976 in Argentina i militari presero il potere, lui era là, giovane vice console a Buenos Aires. Nel silenzio generale, del governo italiano e del Vaticano, Calamai riuscì a far espatriare, e quindi a salvare, centinaia di connazionali perseguitati dal regime, come ha raccontato nel libro Niente asilo politico. Adesso questo signore distinto e lontano dai clamori mediatici, punto di riferimento nella difesa dei diritti umani, è tra i promotori del comitato che intende costituire un Tribunale internazionale d’opinione, sulla falsariga del Tribunale Russell. Proprio per individuare e rendere note le responsabilità che stanno “in alto”. Perché «la desaparicion è una modalità di sterminio di massa, gestita in maniera tale che l’opinione pubblica non riesca a prenderne coscienza», ha detto Calamai alla Camera dei deputati il 10 luglio, presentando insieme a esponenti delle associazioni e della cultura l’appello del comitato “Giustizia per i nuovi desaparecidos” (a cui si può aderire scrivendo a nuovidesaparecidos@gmail.com).

Enrico Calamai, come nasce l’idea di appellarsi al Tribunale internazionale? 

È un tema che mi preoccupa da anni, tant’è vero che nel mio libro la dedica è proprio rivolta alle vittime ignote. Vittime sacrificate al nostro benessere ma di cui nessuno sa nulla. Per anni ho sentito l’urgenza di questo problema e ho provato l’impotenza di trovarmi senza interlocutori.

Si calcola, per difetto, che dal 1988 siano ventimila gli esseri umani morti per arrivare in Europa. Quali sono i casi in cui la “tragedia” assume i connotati del “crimine”?

Sono tanti. Nell’ottobre 2013 alcuni profughi siriani hanno denunciato l’equipaggio della corvetta italiana Chimera perché rapinati dopo essere stati soccorsi. Questo è significativo: è come se i rifugiati o i migranti fossero res nullius, dei subumani. E ancora: gli spari a marzo da parte della Marina italiana contro una barca di scafisti egiziani. A febbraio c’erano stati i 14 morti di Ceuta, l’enclave spagnola nel territorio marocchino. La Guardia civil aveva sparato sui migranti che tentavano di passare lungo gli scogli. Tra l’altro, a Ceuta e Melilla ultimamente hanno messo delle lamette sulle reti: chi tenta di salire, si massacra. E poi i posti di blocco al confine con la Libia dove noi italiani abbiamo installato attrezzature sofisticate per avvistare chi arriva. Ma soprattutto preoccupa l’esistenza di protocolli sconosciuti agli accordi italo-libici firmati da Berlusconi. Insomma, siamo di fronte all’esternalizzazione delle frontiere, al delegare il lavoro sporco… E non siamo soli, lo fanno Malta, la Spagna, la Grecia.

 

05.13.2014

Confirman la condena para el Comisario que comandó el intento de desalojo a la Comunidad Mapuche Vuelta del Río

Comisario Cesar Brand

Comisario Cesar Brandt

Se trata de César Brandt, actual jefe de la Seccional 4ª de Trelew. En marzo de 2003 fue el responsable de una comisión policial que cometió varios excesos en el célebre desalojo de una familia Mapuche en el paraje Vuelta del Río, incluida una insólita demolición. La Sala Penal confirmó las acusaciones originales.

El Superior Tribunal de Justicia confirmó la condena a 6 meses de prisión condicional y un año de inhabilitación para ejercer la función pública al policía César Ricardo Brandt. Actualmente es el jefe de la Comisaría 4ª en Trelew. El máximo tribunal chubutense lo consideró responsable de abuso de autoridad, por los hechos ocurridos el 15 de marzo de 2003 en el paraje Vuelta del Río, Cushamen. La primera condena la habían dictado el 16 de agosto de 2012 en El Maitén los jueces Graciela Anabel Rodríguez, Martín O´Connor y Ricardo Raúl Rolón.

Como oficial, Brandt estuvo a cargo de la comisión policial que cumplió una orden del entonces juez de Instrucción de Esquel, Oscar Colabelli: desalojar a una comunidad mapuche del Lote 134 de la Colonia Pastoril Cushamen y devolverlo a su dueño, el denunciante José Vicente El Khazen. En el lugar hubo dos testigos civiles.

Al llegar realizaron el procedimiento sin exhibir la orden judicial y junto con El Khazen, el personal policial destruyó la vivienda, incluso usando los animales de Mauricio y Rogelio Fermín y Carmen Uberlinda Jones.

Rompieron corrales, huertas, plantaciones de álamos, instalaciones de agua y las mejoras familiares y comunitarias en el predio, así como gran parte de los bienes muebles y pertenencias de la familia. “Intentaron arrear los animales del rebaño familiar, hecho que igual que la destrucción del inmueble y demás mejoras, no autorizaba la orden judicial y que fue interrumpido por la familia afectada y otros vecinos de la comunidad. Parte de los animales resultaron lastimados en este procedimiento”, dice el fallo.

Juicio al Comisario Brand

Juicio al Comisario Brandt

No hubo resistencia de los ocupantes. Según el acta, tras el operativo se entregó el inmueble a El Khazen. “El mencionado, por deseo propio, inicia la demolición, solicitando al personal policial que actúe a tal fin”. Para los jueces, Brandt ordenó a sus subordinados ayudar al dueño a demoler la vivienda, alambrados, cercos, etcétera, aún cuando los ocupantes no se habían ido del lugar. Según el fallo, “este accionar excedía sus facultades, provocó daños materiales infiriéndole a los ocupantes mortificaciones morales excesivas y abusivas”.

El acusado tampoco dejó a la familia Fermín usar sus bienes para cocinar, abrigarse y resguardarse del frío, bajo el pretexto de que esos elementos no estaban inventariados, “infiriéndole de este modo mortificaciones físicas y morales excesivas y abusivas”.

Hubo numerosas agresiones físicas y verbales contra la familia Fermín y el resto de los miembros de la comunidad mapuche, así como excesos e irregularidades. “Esto evidentemente configura un procedimiento absolutamente desproporcionado, tendencioso, innecesario y abusivo”.

La orden del juez Colabelli facultaba a la Policía a allanar el domicilio; hacer uso de la fuerza pública de ser necesario, y violentar y cambiar cerraduras. Los uniformados debían labrar un acta, comunicar el resultado dentro de las 24 horas de cumplido el desalojo y hacer un inventario de bienes antes de devolver el inmueble. No podían destruir otra cosa que no fueran cerraduras.

Como policía, Brandt no podía ayudar a derrumbar la casa que usó la familia Fermín para asentarse. Para sentenciarlo se tuvo en cuenta “los años y jerarquía en la fuerza, que le permitían desempeñarse como jefe de la Comisaría de Cushamen; el conocimiento de que la diligencia aún no había finalizado; que conocía y sabía certeramente que el desalojo del inmueble no se había materializado, y que no existía ningún permiso legal para llevar adelante la conducta típica del daño”. En este escenario, “quedó perfectamente plasmado que su actuación policial fue abusiva”. El exceso consistió en destruir la vivienda familiar.

“El funcionario policial actuó extralimitándose de las facultades conferidas por el mandamiento. Practicó el abuso en la oportunidad de ejecutar la orden impartida por un juez, estando a cargo de la diligencia”. La veintena de personal que acudió al lote respondía al mando del oficial.
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Si bien la demolición se realizó a pedido de El Khazen, “el personal policial a cargo del imputado colaboró con la tarea con su conocimiento”. El denunciante quería demoler para impedir que la familia de Fermín volviera a ocupar. “Aún cuando Brandt, conjeturalmente, hubiera creído que El Khazem −una vez en posesión del predio− estaba en el derecho de disponer de éste, de ningún modo puede justificarse que la Policía contaba con la facultad de demoler la vivienda de los ocupantes que debió desalojar. Una cosa es la exclusión de éstos y entregar el inmueble al destinatario y otra, la destrucción de la vivienda”.

En el primer juicio, Brandt fue absuelto. Pero según la Cámara que revisó ese fallo, los primeros jueces “no tuvieron en cuenta que la persona que juzgaban era un oficial de la Policía, con algunos años de servicio, elegido por el jefe de la Comisaría para actuar como encargado del procedimiento, lo cual indica que, ante determinadas situaciones, tenía el deber de responder como funcionario público”.
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La orden de Colabelli fue clara: desalojar, restituir, y en caso de ser necesario violentar la cerradura del inmueble. Brandt “se extralimitó en las facultades otorgadas por el juez y esta irregularidad le es adjudicable por haber sido la persona designada por el jefe de la comisaría para actuar”.

“Hay acciones que son obligatorias para cualquier sujeto que ingresa a una fuerza de seguridad –explica la sentencia- como tener criterio ante situaciones límites o evitar perjudicar a ancianos (…) Esa transposición del deber conlleva un abuso, el empleo ilegal una facultad jurídica con la que el oficial no contaba. Y fue ilegal porque, precisamente, esa potestad le estaba vedada”.

Fuentehttp://www.diariojornada.com.ar/96637/Politica/Un_comisario_de_Trelew_inhabilitado_por_abuso_de_autoridad_y_condenado_a_prision_condicional_

Imágenes de archivo Noticias de Esquel.

Más información en: http://noticiasdeesquel.wordpress.com/2014/05/06/se-cumplieron-diez-anos-de-la-destitucion-de-colabelli/

05.6.2014

PEÑA-FIESTA POR COMUNITÁ QOM “LA PRIMAVERA” DE FORMOSA

Peña qom 11 Mayo

04.28.2014

URGENTE ceonferencia de prensa comunidad Qom

CONFERENCIA DE PRENSA

 Lunes 28 de abril – 13 hs.

 Piedras 730 – SERPAJ – C.A.B.A.

         La mesa de garantes del diálogo entre el gobierno nacional y provincial junto a Félix Díaz, convocan a esta conferencia de prensa para expresar el repudio a la deficiente realización del relevamiento técnico jurídico catastral del territorio de la Comunidad Qom Potae Napocna Navogoh (ex La Primavera).

        Al mismo tiempo se anunciará la presentación de un Amicus Curiae colectivo ante la Corte Suprema de Justicia, como un apoyo más a esta causa, que lleva ya 4 años de iniciada.

Desde ese entonces, tanto Félix, como su familia y  la comunidad han venido sufriendo todo tipo de atropellos, especialmente desde el punto de vista de la violencia contra su integridad física, a dicha situación se suma el procedimiento irregular con que se realizó el relevamiento territorial de la comunidad por el cual no sólo se reconoció como territorio comunitario de ocupación tradicional, actual y pública a una superficie menor a la que figura en su título comunitario sino que 17 familias qom, entre ellas la de Félix Diaz, fueron categorizadas como “ocupantes”.

Son convocantes:

 

 –         SERPAJ

–         APDH Nacional y La Matanza

–         CELS

–         CTA

–         AADI

–         ODPHI

–         RESISTENCIA QOM

–   GAJAT

04.24.2014

GRAN ASADO ARGENTINO DE PRIMAVERA 2014

Una scampagnata in città

Aromas, sabores, imágenes y sonidos del campo

25.14 copy

Venerdì 25 Aprile

Parco del Gelsomino
VICOLO DEL GELSOMINO 68

(ZONA SAN PIETRO)
ROMA

>> dalle 13:00

PARRILLADA CRIOLLA

MENU PRANZO Grigliata di tagli tipici argentini (asado al asador, vacío, entraña, chorizo) Insalata, pane e vino, salsa chimichurri.

!!! Prenotazioni al 339 240 3002 – 339 733 0904 !!!

>> ore 15.30

 DANZA

Lezione aperta
Avvicinamento alla folklore vivo argentino chacarera, zamba, escondido, carnavalito
A cura di:
Gruppo Zamaqueca – Humberto Duarte e Paola Zampetti.

MUSICA DAL VIVO
Coro “Soñero sostenible”de FAO Staff Coop

Gran Peña folklórica: Partecipazione di numerosi musicisti che interpreteranno musica popolare dell’America Latina: cumbia, salsa, tango, folklore, musica andina…
La denominazione ‘peña’ trova origini nella lingua mapudungun dei popoli indigeni mapuche che usavano la parola peñalolén per fare riferimento a un ‘incontro tra fratelli’. Si chiama ‘peña folklorica’ l’evento musicale in cui partecipano cantanti, musicisti, orchestre e corpi di ballo, per lo più organizzati da colletivi sociali, politici, sindacali o studentischi per raccogliere fondi oppure per solidarizzare con qualche tematica.

LETTERATURA
Presentazione del libro
“Descabalgando el Tiempo- Me/moría de Vida”
Di Jorge Luis “Pampa” Ubertalli
Analista internazionale per TeleSUR , Radio Provincia de Buenos Aires, Radio Nacional Bariloche e del canale televisivo Rusia Today.
Il libro è un’autobiografia che racconta della sua infanzia, adolescenza, militanza rivoluzionaria giovanile in Argentina ed il suo esilio, dove svolse misioni internazionaliste per Nicaragua Libre, durante la rivoluzione popolare Sandinista ed in El Salvador, come militante de PRTC-FMLN ( Partido Revolucionario de los Trabajadores Centroamericanos – Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional), negli anni 80.

+ info point Progetto Sur

Stand informativo e diffusione di materiali e prodotti autogestiti

Ingresso libero

Portatevi ombrelloni, teli e tutto ciò che volete per la vostra splendida scampagnata

 Si parcheggia su Via Gregorio VII e dintorni

(in rispetto dell’ambiente non sarà consentito parcheggiare dentro il parco)

*El Gran asado argentino è un’iniziativa svolta da

Progetto Sur mirata a finanziare i progetti in Argentina.

02.20.2014

VAMOS POR MÁS Fiesta Argentina – 10 años

VAMOS POR MÁS
Fiesta Argentina – 10 años  

Progetto Sur compie 10 anni di vita!!!
‘Raddoppiamo la sfida

venerdì 28 febbraio 2014

ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO

viale delle Terme di Caracalla 55/A Roma

>> ore 20.30

Vamos por más. Progetto Sur. 10 anni di lotte in Argentina.

Peña – Musica dal vivo
En Blanco & Negro / Pata Palo / Jahmila / La llave

Reading – Carolina Di Monte

Danze – Emilio Cornejo / Anastasia Francaviglia

Spettacoli – Hiram / Santino Salinas

Mostra fotografica – “DesOlvidados” di Andrea Lolicato

Un itinerario attraverso i quatieri dimenticati di Buenos Aires sulle tracce dei Movimenti di Lavoratori Disoccupati del Frente Popular Darío Santillán. andrealolicatophotographer.com/

Video e interventi

>> dalle 22.30
Murga SinConTrullo e amici del Frente Murguero
Carnevale a suon di murga: performance di ballo, percussioni, canti e colori

>> dalle 23.30
Concerto “DEL BARRIO”
A metà strada tra le milonghe di Buenos Aires e la catena dell’Altipiano Andino, la compagine argentina muove i passi per presentare i diversi spettacoli che in ben dieci anni di carriera Del Barrio ha portato in giro per l’Italia e l’estero.
All’Angelo Mai il trio Del Barrio oltre a presentare parte del “Diablito”, la band suonerà alcuni brani del folklore sudamericano con il proprio stile energico e festoso che loro stessi chiamano “Makumbero”.
delbarrio.it / Facebook: Del Barrio Trio

>> dall’1.30
((sonido sudaka)) presenta

LA GRAN FIESTA : 10 AÑOS. VAMOS POR MÁS

Dj Juan Pablo Bucci da Berlino Tropical bass, cumbia, pachanga
feat. Dj Sabor – La Ñata – Qué Kubata!

Dalle 20.00 L’Osteria di Pina con cena argentina

 

+ info point Progetto Sur

Stand informativo e diffusione di materiali e prodotti autogestiti

Facebook

Progetto Sur è un’organizzazione che fa cooperazione dal basso tra Italia e Argentina dal 2003. P. Sur intende la cooperazione come uno scambio reciproco e paritario tra organizzazioni, collettivi, movimenti, comunità indigene che condividono valori, metodi di costruzione collettiva ed obiettivi. 

In 10 anni di attività Progetto Sur ha avviato e consolidato relazioni di cooperazione dal basso con diverse realtà argentine attraverso il sostegno a progetti promossi dagli stessi in Argentina, l’elaborazione di progetti congiunti e l’organizzazione di incontri con realtà italiane e di eventi di diffusione per le delegazioni argentine in visita in Italia.

*VAMOS POR MÁS Fiesta Argentina – 10 años

è un’iniziativa svolta da Progetto Sur mirata a finanziare i progetti in Argentina.

www.progettosuronlus.org

info@progettosuronlus.org